Badolato – Cineturismo a rovescio

Intervista al regista Alessandro Genovesi

Di Giuliana Holm

Laurea Magistrale in Cinema e media

http://www.dante-alighieri-cph.dk/2018/08/21/badolato-cineturismo-rovescio/

Mi trovo in Calabria, più precisamente nel borgo di Badolato in provincia di Catanzaro. Da poco è terminato il Magna Grecia Film Festival di Catanzaro, dedicato quest’anno a Vittorio De Sica e al 70esimo anniversario del suo capolavoro Ladri di biciclette, ricco di ospiti nazionali e internazionali tra i quali Oliver Stone, Richard Dreyfuss, Rupert Everett. Badolato Borgo con i suoi incantevoli scorci attira diversi artisti, per questo motivo è chiamato il borgo degli artisti. Molti registi e critici del cinema vengono qua per fare le vacanze. Si discute, infatti, se il cinema si trovi a Badolato oppure lo attraversi? Di fatto qui si incontrano personaggi come Emiliano Morreale, docente di Storia del Cinema Università della Sapienza e critico di Repubblica e l’Espresso, Alina Marazzi regista di Vogliamo anche le rose (2007) e Tutto parla di te (2012) con Charlotte Rampling, Dario Zonta, conduttore di Hollywood Party radio 3 e produttore artistico di Sacro G.R.A (2013) e Fuocammare (2016) e ancora Francesco Munzi regista di Anime nere (2014) e Monica Guerritore, che a luglio si è esibita con la sua grandiosa interpretazione dell’Inferno di Dante e dell’Infinito di Leopardi.

 

Nel borgo Il 13 agosto, in occasione della festa dell’Assunta, è stato proiettato sotto le stelle nello spettacolare sfondo sulla chiesa dell’Immacolata il film Puoi baciare lo sposo (2018). La serata ha avuto come ospite d’eccezione il regista Alessandro Genovesi (regista di La peggior settimana della mia vita (2011) e sceneggiatore di Happy Family (2010), poi divenuto film con la regia di Gabriele Salvatores). Emiliano Morreale, durante una breve presentazione, ci svela che nonostante il film sia stato girato a Civita di Bagnoregio la vera ispirazione del film è stata il borgo di Badolato. Infatti, il titolo della prima versione presentata a Turi Caminiti, badolatese appassionato di cinema e organizzatore di questa XVI rassegna cinematografica, era “Matrimonio a Badolato”. Caminiti sconsigliò vivamente il regista di girare il film nel borgo, temendo in seguito l’assalto del turismo. Ecco perché in questo caso si può definire “Cineturismo a rovescio”. Morreale ci presenta inoltre il montatore del film Claudio Di Mauro, in vacanza nel vicino borgo di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio e invitato qui per la serata, ma anche l’attore Francesco Colella, che con il film Puoi baciare lo sposo non c’entra proprio nulla, ma si trova qui perché in questo periodo sta interpretando un ruolo in Calabria nella nuova serie Zero Zero Zero di Stefano Sollima, tratta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano.

 

Ha inizio la proiezione. Il pubblico numeroso ride delle disavventure della giovane coppia gay in difficoltà dopo aver annunciato il proprio matrimonio ai genitori. Alla fine il pubblico applaude divertito. I protagonisti sono Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito e Cristiano Caccamo. Nel film si riconoscono chiaramente alcuni particolari del borgo di Badolato, come ad esempio il sindaco noto per l’accoglienza dei migranti, il rischio del crollo in alcune zone, come avvenne dopo l’alluvione del 1951, la tradizionale processione pasquale del sabato santo con tutti i figuranti in costume: i romani, i giudei, gli incappucciati e Gesù sotto il peso della sua croce. Senza dimenticare la chiesa dell’Immacolata, che in realtà non esiste a Civita di Bagnoregio, ma che è il fulcro più importante di Badolato.

Dopo la proiezione ho l’occasione di strappare una breve intervista al regista Alessandro Genovesi che si trova qui in vacanza.

 

Perché il film è stato girato a Civita di Bagnoregio e non a Badolato?

– Questo è un film che viene visto da tante persone in Italia e in genere se un posto molto bello viene raccontato in un film poi c’è un turismo fatto apposta per andare a vedere quel paese. Siccome Badolato è bella perché non è sovraffollata ed io amo questo posto, ho semplicemente voluto proteggerla. Nel film diventa quasi un paese inventato, che prende spunto da Badolato, ma lo sappiamo solo noi che la conosciamo. Il borgo di Civita di Bagnoregio è molto più piccolo di Badolato e come Badolato è una città magica e sta veramente crollando. È un paese che dopo il film è stato assalito dal turismo, però in generale ci sono solo negozi, botteghe e ristoranti, ma ci vivono solo sette persone e basta. Non ci sono gli immigrati, quello è un altro un riferimento a Badolato. Quando l’ho scritto, essendo abituato a venire qua, ho raccontato un posto come se fosse Badolato, anche se nel film, fatti e persone sono puro frutto della fantasia.

 

Nel soggetto ci sono una serie di personaggi fuori dalla norma i quali culminano in uno scontro aperto con il conformismo prevalente nella piccola società ambientata nello sfondo di un borgo dalle antiche tradizioni religiose, quasi a voler ribaltare un paese ben radicato nelle propria etica millenaria.

Era vostra intenzione dare un allegro scossone agli italiani ancora restii ad accettare le famiglie gay e le unioni di coppia di vario genere, come per esempio quella tra un crossdresser di mezza età e una ragazza ricca orfana di padre?

 

Guarda è un film, per cui non è una proposta di legge, è appunto un racconto che tratta un argomento di attualità e prende inevitabilmente una posizione, cioè quella che l’amore non ha sesso. Non sono omosessuale e non sono un’attivista, però credo che è veramente importante per le generazioni future che questa cosa passi come normale. Noi abbiamo visto una storia d’amore e dopo breve tempo ci siamo dimenticati che era una storia tra due uomini. I personaggi sono creati per il divertimento, ma non sono trattati come macchiette, certo sono fuori della norma e chiaramente in contrasto con un borgo attaccato alle proprie tradizioni.

 

Quali reazioni ha avuto il vostro film in un paese cattolico come l’Italia?

La reazione in Italia l’hai appena vista, il pubblico rideva e quello succedeva anche al cinema. Certo che dopo le ultime elezioni, l’Italia è diventata un paese omofobo e populista. Il film è andato comunque bene, è distribuito in otto – nove paesi all’estero e adesso andrà in TV.

 

Uscirà anche in Danimarca?

No in Danimarca non c’è, sarà in Germania, uscirà l’anno prossimo in Spagna, in Francia, negli Stati Uniti, in Canada e nella Corea del Sud.

 

Finisco augurandomi che Puoi baciare lo sposo arrivi anche in Danimarca.

Il titolo in inglese è My Big Gay Italian Wedding, la canzone finale è Don’t Leave Me This Way (1975) di Kenny Gamble e Ricky Nelson

Danskerne i Badolato (Calabrien)

Giuliana Holm har Interviewet fem danskere, som har købt deres sommerhus i Badolato (læs på dansk side 16)

 

Italiensk filmturisme: området Campania – Welcome to the South 2010

Giuliana Holm er foredragsholder i italiensk filmturisme.

I Italien er ”cineturismo” en veletableret form for turisme og der findes mange turistbureau specialiseret i at tilbyde guidede ture til de destinationer, hvor de berømte filmscener er blevet filmet. Mange turister fra hele verden står i kø for at besøge og opleve de berømte film locations, både fra Hollywood-film, som blev optaget i Italien, men også Italienske film. Mit fokus er primært på italienske film optaget i Italien.

Welcome to the South/ Benvenuti al sud – 2010

Instruktør: Luca Miniero

Medvirkende: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini

Originaltitel: Benvenuti al sud

Location: Campania, Santa Maria di Castellabate

Emnet – Kommedie

Castellabates landskab ligger omkring Napoli. Filmen har været et italienske kæmpehit. Alberto Colombo (spillet af komikeren Claudio Bisio) har været direktør i posthuset i det norditalienske Brianza-landdistrikt i årevis. Han, især sin kone Silvia (Angela Finocchiaro), ønsker at flytte til storbyen Milano. Men Alberto opdages da han fusker for at opnå sit mål og bliver som straf sendt til Syditalien i Campania området. Parret er fyldt med de typiske fordomme om Syditalien. Det er en komedie der giver en mulighed for at for at se enestående italienske locations fra et andet perspektiv. Filmen er i øvrigt en italiensk versionering af den franske ’Bienvenue chez les Ch’tis’ (2008).

 

Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate

Piazza Perrotti

San Costabile Belvedere

Bar la piazzetta

Benvenuti al Sud – Trailer Ufficiale (HD)

 

Filmturismen: Området Toscana & Lazio – Nothing Left to Do But Cry – 1984

Giuliana Holm er foredragsholder i italiensk filmturisme.

I Italien er ”cineturismo” en veletableret form for turisme og der findes mange turistbureau specialiseret i at tilbyde guidede ture til de destinationer, hvor de berømte filmscener er blevet filmet. Mange turister fra hele verden står i kø for at besøge og opleve de berømte film locations, både fra Hollywood-film, som blev optaget i Italien, men også Italienske film. Mit fokus er primært på italienske film optaget i Italien.

Emne – kommedie

Nothing Left to Do But Cry/ Non ci resta che piangere – 1984

Instruktør: Roberto Benigni, Massimo Troisi

Medvirkende: Roberto Benigni, Massimo Troisi, Iris Peynado, Amanda Sandrelli

Locations: Toscana & Lazio

Det er min yndlingsfilm, i sommeren 1984 var jeg selv blevet 18 år. Komedien fra de to komikere Roberto Benigni og Massimo Troisi  fik mig til at smile i min ungdom. Filmen udkom et år før den berømt amerikansk film Tilbage til fremtiden (1985).

Det er sketches af de to talenter, som bærer hele filmen. Beningni og Troisi er også filmens instruktører og manuskriptforfattere.

De spiller to venner, læreren Saverio og skolebetjenten Mario, der på biltur gennem det fantastiske landskab i Toscana farer vild – og går i stå. De overnatter på en mærkelig kro, og når de vågner dagen efter befinder de sig i det 15. århundrede! Mario foreslsker sig i en pige og bilder hende ind at han har selv skevet den italiensk nationalsang Fratelli d’Italia, Beatles-sang Yesterday, Volare osv. De møder her Leonardo da Vinci og lærer ham at spille kort. Målet er at forhindre Christopher Columbus at opdage USA, således at Saverios søster aldrig vil møde hendes amerikansk ex-kæresten og den oprindelige folkeslag vil undgå den vold, der har lidt over århundreder. Det bliver en rejse i tiden, hvor man ikke kan undgå at grine og smile.

Filmen, er en rejse tilbage i tiden, præcis kort før Christopher Columbus skulle sejle vestpå med sine tre skibe fra Palos (Spanien) i 1492, på vej til at opdage ”Indien”. Filmen blev optaget mellem Capranica (Viterbo), Bracciano-søen (Rom), til Rota Slot (Tolfa, Rom) Vulci arkæologiske park (i Lazio Maremma, i provinsen Viterbo). Den toscanske scene er skudt i den maleriske strand Cala di Forno (Grosseto Maremma, i byen Magliano i Toscana, i hjertet af Maremma Natural Park, hvor en af filmens sidste scener er optaget, når de to komikere ankommer til den spanske strand Palos for at stoppe Christopher Columbus, som desværre har forladt landet.

 

Cala Forno

Lago di Bracciano

Castello di Rota

Tolfa – Borgo di Rota

Capranica

Non ci resta che piangere – Lettera a Savonarola

Filmturismen: Området Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana – Tale of Tales 2015

Giuliana Holm er foredragsholder i italiensk filmturisme.

I Italien er ”cineturismo” en veletableret form for turisme og der findes mange turistbureau specialiseret i at tilbyde guidede ture til de destinationer, hvor de berømte filmscener er blevet filmet. Mange turister fra hele verden står i kø for at besøge og opleve de berømte film locations, både fra Hollywood-film, som blev optaget i Italien, men også Italienske film. Mit fokus er primært på italienske film optaget i Italien.

Tale of Tales/ Il racconto dei racconti – 2015

Instruktør: Matteo Garrone

Medvirkende: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones, John C. Reilly

Emnet – genere fantastico

Locations: Sicilia – Puglia – Lazio – Toscana

Castel del Monte – Puglia

Castello di Donnafugata – Sicilia, Ragusa

Castello di Donnafugata

Castello di Sammezzano – Toscana

Gole di Alcantara – Sicilia

Bosco del Sasseto – Lazio

Dante Alighieri CPH – Cineturismo

Il Ponte – Dicembre 2017 Published on Dec 14, 2017

Giuliana Hom interviewed the director Elisa Amoruso

Strane Straniere / Strangers (2016) By Elisa Amoruso

Giuliana Holm, who just wrote her MA thesis on Italian & Danish migrant and diasporic cinema, short introduced Elisa Amoruso at AMIS Culture Club: Film Festival – University of Copenhagen.

The documentary Strane straniere (Strange Strangers) from 2016, directed by Elisa Amoruso is about five women from different countries: Sihem (Tunisia), Radi (Bulgaria), Sonia (China), Ana (Croatia) and Ljuba (Serbia). They have come to Italy in search of love, work, freedom, and sometimes by fate. They came with one life and exchanged it for another, each of them creating their own businesses. Everything happens in one day: their experiences intertwine and give life to a story about the emotions, joys, and trials of what it means to find an identity in a new country. While their individual stories are different, they each share the experience of being strangers in a strange land.

Documentary – Crossing Borders (2016)

Giuliana Holm was part of the production team. The project is done for a film production course at the University of Copenhagen 2016.

The short documentary is about Fayz and Kate, who speak with us about their own experiences with the refugee journey to Europe.

Dødens Skørt – Danidas Verdensfilm

NB: Filmen findes i 4 versioner: originale på spansk uden undertekster, med danske, engelske og italienske undertekster.

Danidas kortdokumentar Dødens Skørt anvendes i EMU Danmarks læringsportal

Giuliana Holm medvirkede i Dødens Skørt, som idé udvikler, instruktør, fotograf og klipper. Filmen handler om et skørt med en helt særlig betydning for Nahuat Pipil indianerne i El Salvador. I 1932 udførte den Salvadoranske regeringen en massakre på den indianske befolkning i landet. Massakren og den efterfølgende undertrykkelse har betydet, at store dele af den indianske kultur er gået tabt.

Resume´

I landsbyen El Carizal har nogle af kvinderne fra Nahuat Pipil indianersamfundet dødens skørt på. Skørtet er et vævet stykke stof med mønstre i stærke farver. Det er ikke helt almindeligt vævet stof. Det spiller nemlig en stor rolle i traditionen.

Den gamle Agustina fortæller om for- og nutid i indianersamfundet. I 1932 udførte den Salvadoranske regeringen en massakre på den indianske befolkning i landet. Massakren og den efterfølgende undertrykkelse har betydet, at store dele af den indianske kultur er gået tabt.

Skørtet er en af de sidste traditioner, som er tilbage fra Nahuat Pipil kulturen. I dag er det kun de ældste kvinder, som bærer skørtet.

Når disse kvinder ikke længere er her, vil traditionen dø.

 

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